Voyage à Calais di Alessio Patalocco è un’opera permanente del Mabos che racconta, attraverso il linguaggio dell’arte urbana, una potente storia di migrazione, rifiuto e accoglienza, nata in collaborazione con Amnesty International Italia. Inserita nel contesto del Bosco della Sila, diventa un dispositivo narrativo e civile che invita il pubblico a confrontarsi con i grandi temi umanitari del nostro tempo.

Title of the artwork: Voyage à Calais
Artist: Alessio Patalocco
(2016 -2024)
Donation
Work Sponsored by Amnesty International Italy
L’opera e il suo significato
Realizzata nel 2017 e sostenuta da Amnesty International Italia, Voyage à Calais nasce come campagna di sensibilizzazione sui diritti umani e sulle condizioni delle persone in movimento lungo le rotte migratorie europee. Il titolo richiama il grande snodo di Calais, luogo simbolico di attese, respingimenti e speranze sospese, trasformando l’opera in un racconto visivo delle frontiere, fisiche e mentali, che separano chi parte da chi accoglie.
L’arrivo dell’opera al Mabos segna una nuova tappa di questo viaggio: dopo il rifiuto della sua esposizione nella città a cui era originariamente destinata, l’installazione trova casa tra gli alberi della Sila, in un museo che fa del dialogo tra arte, natura e impegno civile il proprio tratto distintivo. In questo contesto, Voyage à Calais diventa un segno durevole di memoria collettiva, un invito a non distogliere lo sguardo dalle storie di chi attraversa confini cercando una vita possibile.
Un progetto tra arte e attivismo
Voyage à Calais è il risultato di un’operazione dal forte valore artistico e sociale, che utilizza i codici dell’arte urbana per portare nello spazio pubblico temi spesso relegati alle cronache d’emergenza. L’opera si inserisce in un percorso di ricerca di Patalocco sulla città, le sue trasformazioni e le forme di riappropriazione simbolica dei luoghi, mettendo al centro i corpi, i volti e le traiettorie invisibili di chi migra.
La presentazione al Mabos vede il coinvolgimento di Amnesty International – circoscrizione Calabria – e della Cooperativa sociale “Jungi Mundu”, realtà impegnate quotidianamente nella tutela dei diritti umani e nei processi di accoglienza sul territorio. La loro presenza trasforma l’inaugurazione in un momento di incontro e testimonianza, in cui l’opera diventa piattaforma condivisa per raccontare pratiche di attivismo, inclusione e costruzione di “nuovi mondi possibili”
L’artista
Alessio Patalocco (1982) è architetto, visual artist e PhD in Culture e trasformazione della città e del territorio, attivo tra ricerca accademica, progettazione e arte urbana. È professore di Comunicazione Visiva e Architettura dell’Informazione presso l’Università per Stranieri di Perugia e titolare dello studio Alessio Patalocco Atelier, con cui sviluppa progetti che intrecciano spazio urbano, comunità e linguaggi visivi.
Nel corso della sua carriera ha esposto in contesti internazionali, tra cui il World Congress of Architecture dell’U.I.A. di Tokyo (2011), l’Architectural European Planning School di Ankara (2012) e la Biennale di Shenzhen e Hong Kong (2019), ottenendo riconoscimenti in Italia e all’estero. Le sue ricerche e i suoi interventi di riqualificazione urbana tramite arte pubblica sono stati pubblicati su riviste europee e asiatiche, confermando una pratica coerente nel coniugare sperimentazione formale e responsabilità sociale del progetto.
