Museo Mabos
Stai leggendo
Specchianti – 2025
0
Press Releases, Residenze SENSE

Specchianti – 2025

Il MABOS annuncia una doppia residenza che chiude la stagione SENSE 2025 con un appuntamento interamente dedicato alla fotografia e al suo dialogo con la parola poetica, all’interno del format delle Stanze di vita immaginaria. Dal 29 settembre al 5 ottobre, il museo si trasforma in un dispositivo immersivo di sguardi, riflessi e narrazioni, dove il paesaggio della Sila diventa materia viva per nuove sperimentazioni visive.​

Primo grande protagonista di questa residenza è Mario Cresci, figura imprescindibile della fotografia italiana, tra i primi in Italia ad aver coniugato la cultura del progetto con una radicale sperimentazione sui linguaggi visivi, dal disegno al video. La sua ricerca, che attraversa le stagioni dell’arte povera, le collaborazioni con Boetti e le esperienze espositive internazionali fino al MoMA, arriva al MABOS per misurarsi con lo spazio aperto dei terrazzamenti, facendo del bosco un laboratorio di percezione e di pensiero.​

Per il museo Cresci ha realizzato 𝑺𝒑𝒆𝒄𝒄𝒉𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊, un’installazione concepita come riflessione concreta sulla natura fotochimica dell’immagine, evocata attraverso un’altra materia. Come la pellicola agli alogenuri d’argento che “assorbe” la realtà rispecchiandola in miniatura, l’opera costruisce un sistema di rimandi, riflessi e duplicazioni, in cui il visitatore diventa parte del dispositivo, chiamato a riconoscersi – o a smarrirsi – dentro superfici che restituiscono il paesaggio, il corpo, la luce.​

Ad accompagnare il suo linguaggio visivo sarà Elisa Longo, direttrice del MABOS e poeta in residenza, che intreccerà al lavoro di Cresci una trama di testi capaci di amplificare il piacere e il godimento della visione poetica. La poesia non si limita a commentare le immagini ma le attraversa, le contraddice, le riapre, trasformando Specchianti in un luogo dove guardare significa anche leggere, ascoltare, sostare.​

La narrazione per immagini fotografiche della doppia residenza è affidata a Isabella Marino, che seguirà e restituirà il processo attraverso il proprio sguardo, creando un ulteriore livello di racconto. In questo intreccio di pratiche – installative, poetiche, fotografiche – il MABOS consolida la propria vocazione a essere un museo-ambiente, in cui arte, natura e pensiero critico si rifrangono l’uno nell’altro, proprio come in una serie di specchianti.​

en_USEnglish