


Dal 23 al 29 giugno 2025 il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila – ospita la terza tappa del ciclo di residenze “Stanze di vita immaginaria”, all’interno del programma SENSE dedicato alla relazione tra arte, paesaggio e memoria. Nel cuore del Parco nazionale della Sila catanzarese, tra i sentieri del museo a cielo aperto, l’arte contemporanea incontra il bosco e le sue stratificazioni di storie, diventando spazio di ricerca, ascolto e sperimentazione.



Questa nuova edizione mette in dialogo linguaggi diversi – la scultura e l’installazione di Enrico Iuliano, la parola poetica e narrativa di Bartolomeo Bellanova – chiamati a interrogare il territorio e a misurarsi con l’eredità di una terra di partenze, ritorni, genealogie diffuse. La residenza diventa così un laboratorio condiviso, in cui l’immaginario individuale si innesta nel paesaggio della Sila e nelle storie di chi la abita o l’ha dovuta lasciare.

Il contesto: MABOS e la Sila
Il MABOS è un museo d’arte ambientale diffuso in oltre 30.000 mq di bosco, dove le opere sono realizzate site-specific da artisti italiani e internazionali in residenza dal 2017 a oggi. Il percorso espositivo si snoda tra installazioni, sculture e interventi di land art che dialogano con la natura, trasformando il bosco in un parco esperienziale in continua evoluzione.
Le residenze artistiche SENSE sono pensate come tempi lunghi di immersione nel luogo: gli artisti vivono negli ecosoggiorni del “Borgo degli Artisti”, osservano i ritmi della montagna, incontrano comunità e visitatori e lasciano un’opera che entra stabilmente nel paesaggio del museo. “Stanze di vita immaginaria” è il format che, all’interno di SENSE, mette al centro la relazione fra biografia, memoria collettiva e pratica artistica, chiamando ogni anno autori diversi a riscrivere questo dialogo con il bosco.
La residenza 2025: temi e direzioni
“Stanze di vita immaginaria n. 3” nasce a partire da uno sguardo incrociato: da un lato l’indagine plastica di Enrico Iuliano, dall’altro la trama poetica e narrativa di Bartolomeo Bellanova. Il bosco della Sila diventa scena e controcampo di una riflessione sullo sradicamento, sull’idea di orizzonte e sulle traiettorie che collegano la Calabria ai luoghi dell’emigrazione e delle nuove appartenenze.

Nell’installazione di Iuliano, gli elementi formali già presenti nella sua ricerca vengono riadattati a un contesto spaziale preciso: il bosco come luogo di origine familiare, a pochi chilometri dai paesi dei suoi genitori, ma anche come spazio aperto verso la città in cui vive oggi, una direzione fisica e simbolica che riecheggia i percorsi di chi da queste terre è partito. Questo legame affettivo e geografico, privo di retorica, rappresenta il valore aggiunto dell’opera e orienta l’intero processo di residenza.
Bartolomeo Bellanova

Bartolomeo Bellanova nasce e vive a Bologna, dove intreccia da anni scrittura narrativa, poesia e impegno nel campo della letteratura contemporanea. Dopo il romanzo breve “La fuga e il risveglio”, iniziato nel 1999 e pubblicato nel 2009, prosegue il suo percorso con le narrazioni “Ogni lacrima è degna” (In.Edit, 2012) e “La storia scartata” (Terre d’Ulivi, 2018), cui affianca numerose raccolte poetiche che esplorano perdita, relazioni, attraversamenti interiori.
È stato curatore dell’antologia “Muovimenti – Segnali da un mondo viandante” (Terre d’Ulivi, 2016) e fondatore della rivista culturale lamacchinasognante.com, attiva dal 2015 al 2023, spazio di confronto su questioni sociali, migratorie e di frontiera. Fa parte dello staff di “Bologna in Lettere – BIL” e ha partecipato a residenze e forum poetici nazionali, tra cui la residenza Macabor a Canna (CS) nell’aprile 2025 e il forum “L’etica della parola” a Roma, portando avanti una ricerca attenta alla responsabilità del linguaggio e alle sue implicazioni etiche.
Enrico Iuliano



Enrico Iuliano nasce a Torino nel 1968 e avvia la propria attività artistica nel 1989, sviluppando un linguaggio scultoreo e installativo che nel tempo ha trovato spazio in mostre nazionali e internazionali. Nel 1999 vince il premio di residenza “Pépinières pour les Jeunes Artistes”, che gli permette di realizzare nel 2000 una personale itinerante tra Valencia e Madrid; seguono esposizioni personali a New York (2001) e ancora a Madrid (2004), oltre a importanti mostre in Italia come “Ink” (2006) e “Tempo reale” (2018) a Torino.
Alcune sue opere sono presenti in collezioni private e museali, tra cui la GAM di Torino e la fondazione tedesca VAF Stiftung, a testimonianza di un percorso consolidato nel panorama dell’arte contemporanea. Collabora con la galleria Riccardo Costantini Contemporary di Torino ed è docente di Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, dove affianca alla pratica artistica un’intensa attività didattica e di ricerca.
**Imaginary Life Rooms** is the name we have chosen for this unique form of coexistence between poetic and artistic vision, to be tested within the boundaries of forested terraces selected by each artist for the placement of their work, which is then "inhabited" by a poet. In collaboration with the collective 𝗟𝗮 𝗠𝗮𝘀𝗻𝗮𝗱𝗮, active in the area for 25 years in promoting and enhancing poetic expression, several of the most influential figures in contemporary poetry have been invited to participate in this 2024 edition.

The MABOS - Museum of Art of the Sila Forest
The MABOS, Museum of Art of the Sila Forest, is the place where Art and the Forest come together, creating an exhibition and workshop park that welcomes artists, art critics and historians, curators, and enthusiasts. The exhibition park— which has been expanding its collection year after year since 2017, and therefore features a variable number of artworks—can be explored for free at any time of the day or night. Visitors may even have the chance to encounter resident artists, witness the creation process of an artwork, and take part in events, cultural talks, and educational workshops for both adults and children.

